lunedì, giugno 29, 2009

Supercomputer CINECA al 46 posto della top 500

Il nuovo supercomputer del CINECA, IBM P575 Power6, con 100 Teraflops di potenza di picco (100.000 miliardi di operazioni al secondo) è il sistema più potente in Italia, e si posiziona al 46mo posto della prestigiosa classifica mondiale Top500. Che si tratti di studiare il Big Bang, la crescita delle cellule o i cambiamenti climatici, le simulazioni sui computer sono ormai una parte fondamentale della ricerca scientifica. Oggi il CINECA mette a disposizione degli scienziati un supercalcolatore con caratteristiche di eccellenza, che consentirà di studiare i terremoti o le eruzioni vulcaniche; contribuirà alla realizzazione di materiali che consentono il risparmio energetico, sosterrà la ricerca per la cura mirata delle malattie...
La sfida è solo all'inizio. Un piano strategico di medio periodo prevede il passaggio a un sistema di classe Petaflops, che renderà disponibile alla comunità scientifica Italiana ed Europea una potenza di calcolo pari a milioni di miliardi di operazioni al secondo.
'L'impegno del CINECA è imponente, e la sfida sarà impegnativa anche per gli scienziati, ma non ci sono alternative' ha affermato il Presidente del CINECA, il prof. Mario Rinaldi 'in futuro, il progresso nella conoscenza si potrà raggiungere solo con l'aiuto delle simulazioni su potentissime reti di supercomputer diffusi in tutta Europa.'
Il Direttore del CINECA, Marco Lanzarini ha ricordato che 'oggi, come quarant'anni fa, quando il CINECA fu fondato, siamo pronti a sostenere la comunità scientifica in questo entusiasmante percorso.'
http://www.cineca.it/news/top_supercomputer_09.htm

mercoledì, giugno 17, 2009

Petizione sul "DDL intercettazioni"

Ripubblico il testo integrale che ho ricevuto via email:


La scorsa settimana la Camera dei Deputati ha approvato nell'ambito del c.d. "DDL intercettazioni" una norma che prevede l'estensione dell'obbligo di rettifica previsto per l'editoria a tutti i "siti informatici".
Da più parti sono state avanzate critiche a questo provvedimento, potenzialmente idoneo a comprimere in modo rilevante la libertà di manifestazione del pensiero: si vedano, in particolare, Punto informatico, nonché Beppegrillo.it.

Per queste ragioni, come Istituto per le Politiche dell'Innovazione, abbiamo deciso di trasmettere ieri ai Presidenti dei gruppi parlamentari del Senato una lettera aperta (ecco il testo integrale), con cui chiediamo di eliminare l'obbligo di rettifica per tutti i "siti informatici".

Abbiamo inoltre uploadato la lettera su firmiamo.it, al fine di potervi aderire espressamente.
Vi invitiamo dunque a firmarla ed a farla circolare il più possibile, per mostrare al Palazzo in quanti teniamo al futuro dell'informazione e della libertà in Rete.

Grazie a tutti e a presto,

Carmelo Giurdanella e Elio Guarnaccia
www.giurdanella.it
www.istitutoinnovazione.eu

giovedì, giugno 11, 2009

E-Book su "OSS e Pubblica Amministrazione. La EUPL"

E-Book su "OSS e Pubblica Amministrazione. La EUPL"

Pubblicato sulla pagina "e-Book" di www.informationsociety.it l'e-Book n. 4 dal titolo "Software Open Source e Pubblica Amministrazione (L'esperienza europea e quella italiana tra diritto d'autore, appalti pubblici e diritto dei contratti. La EUPL)".

L'opera, liberamente scaricabile in licenza creative commons, costituisce il risultato dell'attività di ricerca svolta dal Prof. Avv. Fabio Bravo (www.fabiobravo.it) presso l'Università di Bologna, nell'ambito di un Progetto di Ricerca di rilevante Interesse Nazionale (PRIN 2005-2007), dal titolo "Open Source e Proprietà Intellettuale".

Nell'e-Book, che affronta in maniera completa le problematiche giuridiche relative al rapporto tra OS e Pubblica Amministrazione, è allegato anche il testo integrale della licenza EUPL vers. 1.1, emanata dalle istituzioni comunitarie per la distribuzione di programmi OS da parte delle pubbliche amministrazioni o da parte delle imprese e dei privati che con esse si relazionano nella fornitura di software e di servizi accessori.

domenica, giugno 07, 2009

PA e collaudi

Ma il software non andrebbe collaudato?
Quando una PA spende qualche milione di euro per scrivere due programmini insulsi, non sarebbe quanto meno opportuno collaudare il software e poi usarlo?
Devo essere particolarmente sfortunato perche' continuo a trovare software uscito dalla PA che manca di collaudi, fa pena, ed e' costato milioni...