lunedì, settembre 22, 2008

Copyleft Festival 2008: riflessioni di professionisti open

Ebbene si, ho portato il PCT persino al Copyleft festival...

Tralasciando il dettaglio che praticamente non riesco a parlare di Pubblica Amministrazione senza citare il Processo Civile Telematico, colgo l'occasione per proseguire la discussone interrotta dalla pioggia nella piazza di Arezzo dove si teneva l'incontro, che e' gia' stata ripresa dall'esimio avv. Aliprandi :-) sul suo blog
http://aliprandi.blogspot.com/2008/09/copyleft-festival-2008-riflessioni-di.html

Devo premettere che sono allibito: ovunque c'e' un seminario o un dibattito sul FLOSS, Copyleft, e quant'altro attiene a questa tematica e' possibile reperire tra il pubblico qualche insegnante, maestra, professore "impiegato" nella scuola pubblica, che nel tempo libero si preoccupa di seguire questi temi perche' impattano sugli strumenti informatici che sempre piu' pervadono anche la nostra scuola pubblica.

Aliprandi e Gallorini quest'anno ad Arezzo hanno portato un tema diverso dal solito per parlare di copyleft, trascinandomi in piazza con loro : ... questo lo riporto pari pari dal blog di Aliprandi...
Di cosa si è parlato, in sostanza? Della sostenibilità economica delle professioni copyleft, di quanto sia concretamente realizzabile fare del copyleft la propria attività principale, nonché delle difficoltà che un indipendente può incontrare in questo cammino.

... beh questi ambiti sono a cavallo tra l'attivita' economica e la ricerca filosofica ;-)
Indubbiamente se chi traina l'attivita' non lo fa come individuo ma come societa', di spazi economici se ne trovano parecchi, certo e' che non sono cosi' visibili, perche' come spero di poter chiarire il mese prossimo, ci sono cose che si preferisce fare in silenzio, perche' il silenzio giova agli affari :-)

La Free Software Foundation che segue l'ambito del software FLOSS, non ha mai pensato che il settore dovessere essere no-profit, al contrario dai suoi esordi e' stato un ambito completamente libero per ogni esperienza, commerciale o non commerciale: a partire dalle licenze da sempre FSF contesta l'espressione licenze commerciali vs licenze libere, quanto licenze proprietarie vs licenze libere...

Quindi se il FLOSS nell'ambito del copyleft ha da sempre un ambito commerciale, lo spazio che ha in Italia e' abbastanza limitato, ma qui tutto e' limitato e non conosco un programmatore che non abbia trovato l'america spostandosi in Europa per lavorare (nota personale per Michele: tra un po ci scrivi un best seller)

Nel mio caso pero' io non mi sono occupato di FLOSS puntando ad un ambito commericale: quest'anno qualche porta si e' aperta piu' del solito, cosa che non era capitata nel passato, ma il copyleft rimane sempre un punto di partenza personale per conoscere ed apprendere.
Non vivo di copyleft, ho sempre lavorato con software closed source, principalmente di Microsoft e di Novell, ora mentre continuo ad offrire consulenza in questi ambiti, sono pero' piu' motivato ed interessato a fornire consulenza nell'ambito del FLOSS e preferisco rischiare di mio puntando su progetti come eLawOffice, che non rincorrendo altro.

Il copyleft e' un po una malattia ;-) ed il peggio e' che quando pervade i tuoi pensieri non ti importa in alcun modo di essere curato...

1 commento:

marco ha detto...

Un commento all'articolo è sulla home del sito ufficiale di Copyleft Festival:

http://www.copyleftfestival.net/archives/243