domenica, ottobre 28, 2007

Maggiore tasparenza = minore corruzione

Maggiore tasparenza = minore corruzione

questo assurdo assioma sembra essere altamente diffuso nei paesi nord europei, e stranamente, c'e' una diretta corrispondenza tra questa sciocca pretesa di trasparenza e la riduzione del tasso di corruzione.

domenica, ottobre 21, 2007

addio Levi-Prodi

A quanto pare almeno un paio di ministri non avevano letto il disegno di legge Levi-Prodi, e quando l'hanno letto, sono stati colti dai conati di vomito dato lo squallore del disegno in questione (piu' uno scarabocchio di un bambino ubriaco o di un cialtrone che una bozza approssimativa di una proposta).

Chissa, magari questa volta ci evitano l'ennesima legge insulsa, dannosa e liberticida.

venerdì, ottobre 19, 2007

bamboccioni? ma preoccupatevi delle Mele in parlamento

Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all'informazione sotto sotto questi sono tutti d'accordo.

La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell'Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.

I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. L'iter proposto da Levi limita, di fatto, l'accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all'albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.

Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.

Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: "Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l'Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere".

Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.

Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it

lunedì, ottobre 15, 2007

PEC : sono piu' i certificatori che gli utenti

La posta PEC, la posta certificata, sembra essere fonte di ispirazione infinita nella Pubblica Amministrazione: avere una casella di posta PEC e' necessario attivare una serie di procedure tecniche e burocratiche, al fine di garantire la validita' del servizio "di posta certificata".

La demenza della PEC associata alla PA e' che tra un po il numero di pubbliche amministrazioni che forniscono la PEC superera' il numero dei fornitori "privati" (non statali, non di aziende al 100% controllate o possedute dallo stato).

Scopo di questo : nessuno.

Tutti forniscono lo stesso servizio, QUANDO LO FORNISCONO, perche' in realta' molti di questi "fornitori" in realta' si occupano solo di una vendita "interna" alla PA stessa: una specie di mostro che produce se stesso, fagocita se stesso ed ha un'unico scopo..... esistere, resistere, occupare spazio..... basta solo che non si produca alcun che mentre si fagocita se stessi.


La barzelletta e' che il numero dei certificatori della PEC nella PA, tra un po superera' il numero dei CERTIFICATI.... degli utenti..... che gia' da anni dovevano utilizzare la PEC, nel mentre di cio', i costi della PEC aumentano, il mercato della PA si riduce, ed a oggi la PEC non serve a niente, se non a comunicare cose "burocratiche" ... laddove si faceva prima a BUTTARE via la parte burocratica stessa che non a trovare nuovi modi per perdere tempo e consumare denaro inutilmente.